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Pura – Stabio 4-3 (1-1)

Prima dell’inizio del campionato la società, gli allenatori ed i giocatori hanno organizzato una grigliata al campo.

Menu: Asado, grigliatore Alejandro Brianza originario di Stabio ma anche di Montevideo Uruguay

Molti non avranno capito la scelta del menu… si voleva infondere nella squadra un po’ di “garra charrúa”

Cos’è la “garra charrúa”? Innanzitutto questa parola fa rima con uno Stato sudamericano che trasuda da sempre calcio: l’Uruguay. La “garra”, in sé, è l’artiglio mentre “charrúa” è riferito alla popolazione dei charrúa, tra i primi abitanti di quel piccolo Stato sudamericano che lottarono fino alla morte contro i colonizzatori spagnoli nei pressi del Rio de la Plata.

La garra charrúa è vittoria contro tutto e tutti, vittoria contro la squadra padrona di casa, vittoria contro la squadra più forte, vittoria contro un arbitro che ritieni fischi male, vittoria contro gli sfavori del pronostico.

La “garra” è partecipazione, concitazione, sudore, voglia di vincere e prevalere sull’avversario. E’ emozione, lotta, tenacia, fisicità, sacrificio.

Ieri, a Pura, a noi, è mancata la “garra charrúa”.

Passati agevolmente in vantaggio con Ibra abbiamo avuto la sensazione di poter vincere non dico facilmente ma quantomeno senza dover sudare le proverbiali “sette camicie”.

Ma il Pura, giustamente, non era dello stesso parere, ha iniziato a correre, pressare, lottare, ha iniziato a far valere anche il lato fisico.

E noi non siamo stati capaci di alzare il nostro livello agonistico, prigionieri di un precampionato che ci ha visto belli ed un po’ “abatini” (ricorre in centenario di Gianni Brera…) non ci siamo resi conto che in quarta lega bisogna lottare e sacrificarsi.

Subito, anche con un po’ di sfortuna, il 3 a 1 abbiamo cambiato registro mettendoci più “garra charrúa” e quasi sul finale riuscivamo a raddrizzarla.

Peccato si poteva tornare dal Malcantone almeno con un punto.

Abbiamo delle attenuanti, molte assenze nei terzini, Facchia il nostro emblema di “garra charrúa” fermo a bordo campo, molti ragazzi giovanissimi poco avvezzi al gioco maschio, ma se vogliamo salvare il posto in quarta lega dobbiamo cambiare registro, non è sufficiente il fioretto a volte serve anche la clava.

E se non basta faremo un'altra cena a base di Asado, ma questa volta “CRUDO” condito non con il chimichurri ma solo con il peperoncino

   

 

 

 

 

   

   
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